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Comune di Gambellara

Provincia di Vicenza - Regione del Veneto


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Cenni storici

Situata allo sbocco della vallata del Chiampo in posizione panoramica sulla pianura veneta, Gambellara si trova ai confini tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, dalla cui città capoluogo dista circa 22 km. La particolare posizione geografica del centro, i ricordi storici legati ad un episodio risorgimentale non trascurabile, una diffusa fama derivata dalla produzione vinicola ne fanno una ridente località meta di piacevoli gite fuori porta. E’ vicina alle grandi vie di comunicazione e ciò favorisce lo scambio commerciale. Il comodo casello autostradale di Montebello Vicentino sull’autostrada Serenissima è solo a pochi km. di distanza così pure la strada regionale 11 – Padana Superiore che la collega nella direttrice Verona-Vicenza (la direttrice dell’antica Via Postumia) mentre la linea ferroviaria Milano – Venezia dista una decina di Km. dal centro.


L’origine del paese è incerta anche se sicuramente risalente al periodo longobardo come è documentato dalla località Sorio la quale ne secolo VII rappresentava una fara longobarda.

Testimonianze documentarie attendibili nominano Gambellara intorno al XI secolo quando era presente in loco un munito e ricco castello che costituiva per gli abitanti una valida difesa del confine verso Verona. Il castello fu distrutto il 16 ottobre 1243 dall’esercito di Ezzelino da Romano e non venne più ricostruito. Rimase nel territorio un’unica fortificazione, la Torre di Confine, che in epoca segnava il limite dei municipi di Vicenza e Verona e fu bruciata dagli imperiali nella Guerra della Lega di Cambrai (1513).

 

Successivamente sia Gambellara che Sorio, che appartenevano ai Vescovi di Vicenza, nel 1288 furono donati in feudo ad Antonio Giudice di Sarego. Durante la dominazione degli Scaligeri (1311-1387) Gambellara fu aggregata al territorio di Verona, ma nel 1390 veniva restituita a Vicenza, seguendone le sorti.

La posizione geografica e quella strategica hanno spesso coinvolto il paese in lotte per questioni di confine, animando anche fra i due centri di Gambellara e Sorio una continua rivalità che ha caratterizzato la loro storia nei secoli. Nel Medioevo, infatti, dopo essere stata sotto il dominio dei Visconti,continuarono le contese per questioni di proprietà alle quali Serenissima repubblica ritenne di ovviare, dividendo il territorio in due distinte aree: Gambellara Veronese e Gambellara Vicentina, lasciando però agli abitanti la libertà di rivolgersi al foro giudiziario sia dell’una che dell’altra città. A causa della confusione di tale situazione, nel 1621 si decise di dividere il paese in tre comuni distinti: Gambellara Veronese con Terrossa e Sarmazza, compresa nella provincia di Verona e Gambellara Vicentina in quella di Vicenza, mentre Sorio era comune autonomo con Torri di Confine, anch’esso sotto Vicenza.

Ai primi dell’800 dei tre comuni se ne formarono due: Gambellara Veronese con Terrossa e Sarmazza con sede comunale a Ronca’ e Gambellara Vicentina con Torri con sede comunale a Sorio. Oltre alle rivalità, le popolazioni residenti dovevano fare i conti con le avversità dell’ambiente naturale. A partire dal secolo XV, ad esempio, i ricorrenti straripamenti del Torrente Chiampo, deviato artificialmente dal suo sbocco naturale nel Gua’ ed immesso nell’Aldegà senza preventive opere di allargamento, mettevano a dura prova il lavoro delle genti, gratificato infine, dopo la sistemazione dei canali di scorrimento, dalla bonifica dei terreni paludosi in aree coltivabili. La Guerra della Lega di Cambrai, all’inizio del XVI secolo, ridusse la popolazione in miseria ed il paese a un cumulo di macerie. E ancora la peste del 1630, che dimezzo’ quasi la popolazione.

Il periodo risorgimentale vide il territorio di Sorio testimone nella giornata dell’8 aprile 1848 di un tragico fatto d’armi, chiamato comunemente “battaglia di Sorio” che contrappose la forte armata austriaca al comando del Maggiore Generale Principe di Liechtenstein alle forze volontarie di giovani universitari, i cosiddetti “crociati” per via della croce rossa che portavano sul braccio o sul petto, riunite sotto la guida del Generale Marc’Antonio San Fermo. Sulle colline che circondano Sorio, oggi, a testimonianza di quel fatto di sangue in cui persero la vita una cinquantina di giovani volontari, rimane un obelisco costruito nel 1868 ad opera dell’architetto Antonio Caregaro Negrin, restaurato nel 1907, il quale compare anche nello stemma comunale.  Infine, per volontà dell’Imperatore Francesco Giuseppe, sotto il dominio austriaco, con Decreto del 23 marzo 1858 i due comuni vennero riuniti con il nome definitivo di Gambellara, assegnando tale centro al territorio di Vicenza così come si presenta oggi.

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